Plusvalenza immobiliare
Quando sto per vendere un immobile ad un prezzo più alto rispetto a quello di acquisto dovrei sempre prestare attenzione se si prefigura la circostanza in cui bisogna liquidare la plusvalenza all’agenzia delle entrate. Andiamo a vedere quando bisogna liquidare le imposte e quando no.
Il primo elemento come dicevamo prima è capire se sto vendendo ad un prezzo maggiore di quello dell’acquisto.
Il secondo aspetto è capire se in quell’immobile è stata portata la residenza, infatti uno dei parametri che utilizza l’agenzia delle entrate per capire se c’è stata valenza è l’elemento speculativo e il fatto di aver spostato la residenza all’interno dell’immobile esclude la speculazione.

Il terzo elemento è il fattore tempo infatti sempre sulla scorta del ragionamento fatto prima ovvero di escludere la speculazione sulla compravendita degli immobili una volta passati cinque anni dall’acquisto dell’immobile per l’agenzia delle entrate non è più speculazione di conseguenza non verrà applicata nessuna plusvalenza.
Quindi è sufficiente avere anche uno solo di questi tre requisiti per non essere soggetti a plusvalenza.
Ma a quanto ammonta questa plusvalenza?
Ad oggi l’imposta da versare sulla differenza tra il valore di acquisto e il valore di vendita sottratte le spese sostenute per l’acquisto (ess. agenzia immobiliare per l’acquisto, spese notarili sostenute sempre per l’acquisto, imposta di registro versata per l’acquisto, spese di ristrutturazione che devono essere documentate) dello stesso e pari al 26% se si decide di versarle direttamente all’atto notarile. Diversamente si può decidere anche di versarla in dichiarazione dei redditi questa possibilità dipende poi dall’inquadramento del soggetto che vende
